Intervista col docente. La comunicazione grafica. Teoria, progettazione e software.

FormadHoc intervista il prof. Antonio De’ Flumeri, docente di PC Grafica e di Progettazione Grafica nei corsi collettivi e personalizzati, in particolare per le aziende e i professionisti.

Introduzione

Il tema della grafica è oggi legato alla comunicazione di eventi, di iniziative, di aziende che manifestano la propria identità nei media digitali. Quindi, nel quadro considerato, il progettista deve comprendere i tempi e le direttrici di sviluppo del suo intervento, in uno scenario mediatico sempre più articolato.

Il prof. De’Flumeri è un professionista della comunicazione grafica e della realizzazione di supporti per la promozione aziendale.

Intervista col docente. La comunicazione grafica. Teoria, progettazione e software.

FormadHoc intervista il docente dei corsi di PC Grafica e di Progettazione Grafica a Como e provincia.

01 _ Prof. De’Flumeri, lei, in qualità di docente gode di un punto di vista privilegiato sugli studenti: riesce a comprendere le modalità con le quali le persone – privati, professionisti e imprenditori – si accostano alla grafica con e per i media digitali?

Quando ho iniziato a collaborare con Formadhoc, circa dieci anni fa ormai, la maggior parte dei partecipanti ai corsi di Photoshop e Illustrator erano in un’età avanzata e ciò che li spingeva a imparare questi software erano per lo più scelte legate al proprio tempo libero, o all’hobby della fotografia digitale che in quegli anni era divenuta accessibile a tutti.
Negli ultimi anni sono stato testimone di come le persone, decisamente più giovani, che si avvicinano al mondo della grafica abbiano esigenze diverse, più specifiche e utili per il mondo del lavoro, per accrescere le proprie competenze e poterle esibire in un curriculum più ricco e adatto alle richieste di mercato, e per per stare al passo con le nuove tecnologie e i nuovi media, sempre più incentrati sull’elaborazioni di immagini e di concetti visivi che per loro natura riescono a comunicare meglio di tante parole.

02 _«Se segui tutte le regole, ti perdi tutto il divertimento» così Katharine Hepburn. Quan-to contano le regole nella progettazione grafica? Quanto è accettabile romperle per produrre qualcosa di innovativo?

Possiamo progettare case avveniristiche, automobili futuristiche, ma una casa deve stare in piedi una volta costruita, e un’auto deve accendersi quando giriamo la chiave.
Per la progettazione grafica è lo stesso. Le sue regole rendono tangibili le idee e rendono concreta la creatività. Sono le fondamenta, e il motore di ogni comunicazione visiva.
Sto parlando di regole ben comprensibili e che possano essere apprese con semplicità e chiarezza in modo da poter essere facilmente rielaborate in autonomia e per ogni tipo di esigenza, senza perdere l’efficacia dei nostri intenti.
Il divertimento sta nel cambiare, rielaborare e giocare con le regole.

Intervista col docente. La comunicazione grafica. Teoria, progettazione e software.

La grafica è anche progetto con i dispositivi mobili.

03 _ Seguendo le connessioni fra la grafica con il PC e la progettazione grafica, mi diceva di aver avuto l’idea di proporre un master per FormadHoc, “Grafica a 360”. Ci sa dire di più?

L’idea ha preso vita dopo tanti anni passati a insegnare alle persone il funzionamento dei più importanti software di grafica.
Dopo averle guidate nell’esecuzione di fotomontaggi, illustrazioni vettoriali o elaborati grafici (appunto insegnando loro l’uso specifico delle funzionalità dei software) ho spesso osservato che quelle stesse persone, se lasciate libere di esprimersi per creare in autonomia anche un semplice impaginato, trovavano molte difficoltà nel fare interagire tra loro i vari elementi in maniera efficace ed esteticamente gradevole.
Spesso il saper mettere insieme elementi come testo e immagini sembra alla portata di tutti.
Si è portati a credere che entrando nel merito della creatività ciò che istintivamente si è portati a fare garantisca risultati scontati.
Esattamente come un software, anche la progettazione grafica ha terminologie specifiche, strumenti e regole che devono essere appresi per poter dare un valore concreto alla propria creatività.
Conoscere le regole significa ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile.
Da questa analisi è nata la chiara convinzione che all’apprendimento di tutte le risorse tecnologiche fosse da accostare un metodo per comprendere e acquisire le principali tecniche della composizione grafica, in modo da valorizzare al meglio tutti i materiali di promozione o comunicazione della propria attività, delle proprie iniziative, della propria azienda.

04 _ La grafica è comunicazione, come abbiamo introdotto all’inizio del colloquio, eppure è allo stesso tempo design, inteso non solo come progetto, ma come estetica, piacere per gli occhi. Riesce a spiegarci il percorso che compie la grafica per diventare comunicazione in termini di piacere estetico?

Semplicità, chiarezza, utilità.
Lasciamo che il bianco permetta agli elementi di un elaborato grafico di vivere e di muoversi nello spazio. Siamo in una realtà che tende a riempire. Svuotiamola.
Se scegliamo un colore e lo opprimiamo con molti altri colori, la sua energia andrà perduta.
Lo stesso accade con la tipografia.
Ogni elemento grafico deve essere ragionato in base al messaggio che vogliamo trasmettere, e al suo destinatario.
Non limitiamoci a ciò che osserviamo, ma interpretiamolo secondo i nostri fini.
Facciamo in modo che gli occhi di chi osserva compiano il piacevole viaggio che abbiamo progettato per loro, e non una vorticosa caduta libera.
Coinvolgere lo spettatore significa renderlo partecipe, non togliergli il fiato.
La bellezza viene di conseguenza.

05 _ Infine, in un panorama dominato da template e prêt-à-porter grafici, in altre parole, lavori già pronti e solo da adattare, quanto contano oggi le soluzioni standardizzate e i software digitali di fronte a un bravo graphic designer? Qual è il ruolo del progettista grafico oggi?

Come progettista grafico ogni giorno mi pongo questa domanda.
La risposta che mi sono dato è che la tecnologia è solo l’ennesimo pennello inventato dall’uomo, di certo il più seducente con cui lavorare attualmente, ma semplicemente perché viviamo in questa epoca. È solo un mezzo con cui raggiungere un ben preciso fine: dare vita alle idee, elaborare progetti concreti, dare forma a sentimenti ed emozioni, esattamente come avveniva in passato con pantoni e Repro Camera, e come avverrà in futuro con chissà quali altri pennelli.
Un buon progettista deve sempre avere presente la differenza tra mezzo e fine.
È proprio la capacità di progettare, pianificare, coordinare i contenuti che si intende trasmettere – indipendentemente dal mezzo che si sceglie di utilizzare – è il principio più importante da perseguire, e da salvaguardare.

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